Il plurale che ci abita

Con Beatrice Cristalli e Ilaria Gaspari

C’è chi parla male, chi straparla, chi non ne vuole proprio sentir parlare. Da agender a transizione, cinquanta parole per parlare (bene) il linguaggio delle identità.

“Chi parla male, pensa male e vive male”: così ci metteva in guardia Nanni Moretti in Palombella rossa, ricordandoci che le parole sono importanti, vanno scelte con cura. E questo è tanto più vero quando parliamo delle identità che abitiamo, un discorso che si impone con urgenza in una società che vuole abbracciare la complessità ma che sempre più spesso manca di una base condivisa: le parole, appunto. Ma come si può capire la conversazione se non si possiedono le parole? Come si può intervenire responsabilmente nel dibattito se non si hanno neanche gli strumenti primi per decifrarlo? Ecco allora un piccolo dizionario che attraverso cinquanta voci in forma di micro-saggio – da agender a transizione, passando per binarismo, fluidità, intersezionalità, queer, solo per citarne alcune – ci racconta in che modo oggi si può parlare bene di sesso, orientamento sessuale, identità di genere, espressione di genere, e così facendo pensare meglio noi stessi e gli altri, perché tutto ciò che siamo passa attraverso le parole che usiamo.

 Beatrice Cristalli. È consulente in editoria scolastica, formatrice e linguista. Collabora con varie testate tra le quali Focus Scuola e Treccani.it, per cui cura da anni articoli sull’evoluzione dei linguaggi della contemporaneità. Le sue ultime indagini riguardano il codice della musica italiana (in particolare itpop e trap), il mondo della Generazione Z e la comunicazione digitale nell’onlife. È autrice del podcast "Di cosa parliamo" (Piano P) insieme al giornalista Luigi Lupo.

libri


Parla bene pensa bene. Piccolo dizionario delle identità, Beatrice Cristalli, Bompiani

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20/11/2022 18:30:00 20/11/2022 19:30:00 Europe/Rome BOOKCITY: Il plurale che ci abita Con Beatrice Cristalli e Ilaria Gaspari - <p>C’è chi parla male, chi straparla, chi non ne vuole proprio sentir parlare. Da agender a transizione, cinquanta parole per parlare (bene) il linguaggio delle identità.</p> <p>“Chi parla male, pe Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, viale Pasubio 5, Milano BOOKCITY MILANO segreteria@bookcitymilano.it false DD/MM/YYYY