Bello, carismatico, pieno di talento. La fragile grandezza di Syd Barrett
Con Tim Willis (in collegamento), Massimiliano Scuriatti ed Enzo Gentile
Nel 2026, a vent’anni dalla morte di Syd Barrett, l’incontro ripercorre la vicenda artistica e umana del primo grande centro creativo dei Pink Floyd: cantante, chitarrista, autore, inventore di immagini sonore e linguistiche che contribuirono a definire la psichedelia inglese degli anni Sessanta.
A partire dal libro di Tim Willis, l’evento ricostruisce la parabola di Barrett senza ridurla alla leggenda del “genio folle”: la sua grandezza, l’irruzione creativa nei primi Pink Floyd, il tracollo, l’uscita dal gruppo, i dischi solisti, la sparizione dalla scena pubblica e la trasformazione in una figura mitica, continuamente evocata e mai davvero esaurita.
Dentro questo percorso entrerà anche Wish You Were Here come uno dei momenti in cui l’assenza di Syd diventa materia musicale e simbolica. Proprio durante le sessioni dell’album, nel 1975, Barrett ricomparve ad Abbey Road davanti agli ex compagni, ormai quasi irriconoscibile: un ritorno breve, perturbante, destinato a diventare uno degli episodi più intensi e misteriosi della storia del rock.
L’incontro avrà una forma dialogica e musicale: conversazione, racconto critico, ascolti guidati ed eventuali brevi interventi dal vivo permetteranno di attraversare Syd Barrett non come icona consumata dalla leggenda, ma come artista ancora capace di interrogare il rapporto fra immaginazione, fragilità, industria musicale, memoria e sparizione.
Durante la presentazione verrà proiettato un breve contributo video di Rosemary Breen Barrett, sorella di Syd Barrett.