Momenti d’essere, Woolf e la lettura come pratica di consapevolezza
Con Anna Traini
Virginia Woolf si definiva una lettrice comune e chiedeva a chi legge di farsi complice di chi scrive: stare con un libro prima di giudicarlo, lasciare che le impressioni si depositino, guardare. Leggere, per lei, è un'arte che chiede la stessa attenzione della scrittura e che, a volte, può aprirci alla pienezza dei momenti d'essere. Il laboratorio esplora il legame tra lettura, scrittura e pratica di consapevolezza. Si leggono insieme alcune pagine di Woolf, dai diari e dai racconti, lentamente, con lo sguardo di chi scrive: la voce, il dettaglio, il tempo dell'istante. Accanto, risonanze con altri scrittori e scrittrici e assonanze con maestri di meditazione, occidentale e orientale. Si scopre che l'attenzione si può allenare, e che la sua qualità cambia ciò che si legge. Leggere un libro, leggere sé stessi, leggere il mondo: un unico sguardo. Tecnica narrativa e pratica di consapevolezza convergono.
Organizzano Stecca3, spazio ibrido socio culturale e Reverì, piccola scuola di narrazione.