Quello che le poesie fanno nel buio
Con Antiniska Pozzi
Poesie condivise ad alta voce come piccoli viaggi verso quel buio lunare dove ancora si conserva ciò che non c'è più: persone, istanti, affetti, versioni di noi che non torneranno. Attraverso una selezione di testi da "Amavo una volta un comunista" (Lietocolle, 2018) e "Un nome di strega" (Pequod 2021), insieme ad alcuni inediti, il reading di Antiniska Pozzi attraversa le figure genitoriali come radici, la memoria familiare, il senso del tempo dentro il quotidiano, fino a una "melanconia" dello stare al mondo che è insieme perdita e legame. La poesia si propone come recupero della parola necessaria — quella con cui, guardando nel buio, si può ancora provare a nominare chi e cosa ci manca, e in questo nominare ritrovare, se non il senno, almeno un punto fermo da cui ripartire.