Un nuovo disordine globale
Con Marta Dassù, Edoardo Campanella e Antonio Villafranca
Gli imperi non appartengono al passato: Stati Uniti, Cina e Russia, in modi diversi, hanno ancora istinti imperiali, territoriali o economici, ma le loro ambizioni sono in gran parte destinate a fallire. Il risultato è l’età della prepotenza, espressione che gli autori usano in due sensi: un’epoca in cui i rapporti di forza prevalgono sulle regole e l’economia diventa un’arma, ma anche un’epoca di «pre-potenza», in cui nessuna potenza è davvero egemone. Assistiamo alla fine della Pax americana, senza che nasca una Pax sinica né un nuovo concerto delle potenze. In questo scenario il potere passa dal controllo delle catene del valore e degli snodi strategici: materiali critici, reti digitali, infrastrutture e tecnologie diventano strumenti di coercizione.