Entrare nel cuore della realtà pensando politicamente: l’esempio di Giuseppe Lazzati
Con Antonello Mandarano, Franco Brambilla, Enzo Balboni, Vincenzo Satta e Anna Scavuzzo
«Se il mondo, come è, è mutato; se l'antica misura per ridurlo all'uomo non basta più; allora spetta all'uomo di rimisurare l'uomo», così scriveva Giuseppe Lazzati, professore e poi Rettore dell’Università Cattolica, Padre costituente, figura di rilievo del ’900, che ha avuto importanza anche nella storia del Comune di Milano, dove è stato consigliere. Un incontro per riscoprirne la storia a partire dal volume che raccoglie gli interventi pubblicati sulla rivista «Vita e Pensiero» dal 1968 al 1983, e che restituisce il contesto storico-culturale: il Sessantotto e la questione studentesca, gli anni Settanta e la fine del boom economico, il declino dei grandi partiti popolari, in particolare la Democrazia Cristiana, e la crisi della politica dei primi anni 80.
Ne discutono: il curatore Franco Brambilla con Enzo Balboni, costituzionalista, amico e collaboratore di Lazzati; Vincenzo Satta, docente di Dottrina dello Stato dell’Università Cattolica; Antonello Mandarano, Avvocato Generale del Comune di Milano. I saluti istituzionali sono affidati alla vice sindaco Anna Scavuzzo, che in questa occasione inaugura una sala dedicata a Lazzati. Un invito a riprendere il monito di Lazzati: “Interrogarsi, domandare, ascoltare e vedere” per “scampare alle strette dell'ora presente”.