Il senno di Marchionn. Carlo Porta in italiano, duecento anni dopo
Con Amos Mattio, Giovanni Biancardi, Raffaele Russo e Paolo Massari
Come Orlando, Marchionn perde il senno per amore — ma la sua è una follia piccola, popolare, comica: quella di un uomo comune che si crede il più fortunato di Milano e finisce beffato dalla donna sbagliata. Carlo Porta, il più grande poeta dialettale milanese dell'Ottocento, lo racconta nel Lamento di Marchionn di Gamb Avert con una tenerezza feroce che non ha perso nulla della sua forza. Un testo celebre — eppure quasi inaccessibile a chi non conosce il milanese ottocentesco. Lamento di Marchionn (Glücklich Verlag / Bottini Editore, 2026) è la nuova traduzione poetica italiana di Amos Mattio, che recupera integralmente la forma metrica originale — le ottave di endecasillabi con cui Porta costruì il suo capolavoro. Un lavoro che non tradisce la lettera né lo spirito: il Marchionn di Mattio è scorrevole, vivo, e sorprendentemente contemporaneo.