abito qui
Con Sophia Los, Danilo Premoli, Andrea Cassone, Guido Crespi e Stefano Gambaro
Così Sophia Los descrive in sintesi “abito qui”: “Ogni essere vivente abita, è il suo modo di essere al mondo, necessariamente contestualizzato in un habitat e inevitabilmente come parte di un ecosistema. Architettura come un abito a grande scala, confezionato attorno all’esperienza di un essere vivente. L’architettura genera i luoghi delle nostre esperienze, ne è complice, ha un carattere intrinsecamente relazionale. La vita al centro. Mettere a soggetto il vivente, attorno al quale si dispone un riparo, capovolge il senso dell’architettura e processo progettuale, rende implicito e naturale costruire in modo ecocompatibile e attiva nuove soluzioni. Su questo presupposto prendono forma i progetti in una conversazione continua tra ciò che è vivo, e cresce, e quanto viene costruito. Crescita e costruzione sono le due polarità fra le quali si pone il progetto. I disegni sono l’esito e la sintesi di una ricerca che mi accompagna fin dall’adolescenza e che si offre a un pubblico specializzato e generico per stimolare e provocare riflessioni, domande, conversazioni su temi esistenziali e attuali. Ho scelto qualche anno fa il linguaggio figurativo, poetico e ironico in alternativa al più diffuso atteggiamento minaccioso, normativo e catastrofico, senza rinunciare al contenuto, ma spingendolo oltre, grazie alla leggerezza della forma e della simbologia che consente di insinuarsi in territori insidiosi e presidiati da resistenze e da pregiudizi.”
Sophia Los, architetto, paesaggista, autrice. Da sempre affascinata dai modi dell’abitare, specchio della personalità, singola e collettiva. Ha iniziato a disegnare per passione, per conferenze o per didattica. Divertendosi a farlo, per raccontare con ironia e poesia una ricerca che la accompagna da lungo tempo. Ha scoperto che la danza è un modo di raccontare relazioni fra persone e lo spazio, e il tango in modo particolare. Tango e architettura, intesa come dare forma al paesaggio che è sempre uno spazio percepito, si sono intrecciate in questi trent’anni e sono diventi territorio di sperimentazione. Nel 2008 ha proposto a Stefano Gambarotto di fondare a Vicenza un corso sperimentale nel quale esplorare il tango come conversazione tra corpi nello spazio e mutuando alcuni elementi della tradizione marziale cinese, propedeutici all’insegnamento della postura del tango. Per 12 anni Sophia Los e Stefano Gambaro o hanno condotto bi-tango, un laboratorio di tango a Vicenza. Così, la presentazione di un libro di disegni è diventata spettacolo.