È ancora e sempre tempo di Gotico Padano
Con Pupi Avati, Claudio Bartolini e Andrea Scarabelli
Quando Il gotico padano. Dialogo con Pupi Avati è stato pubblicato per la prima volta, nel 2010, in molti pensavamo – Pupi Avati in testa – che dopo Il nascondiglio (2007) non sarebbe più tornato nel “luogo del delitto”: quel genere thriller che trent’anni prima, con La casa dalle finestre che ridono, aveva rivoluzionato, dando vita a un cult e a un fenomeno duraturo, al quale Claudio Bartolini, in collaborazione con Ruggero Adamovit, nel 2010 diede un nome preciso destinato a entrare nel linguaggio comune: “Gotico padano”. Come Avati ha continuato, con cadenze via via più ravvicinate, a tornare al genere nero sia su grande che su piccolo schermo, sia su pagina di romanzi – dopo Il nascondiglio: Il signor Diavolo (2019), il libro L’archivio del Diavolo (2020), il bellissimo L’orto americano (2024) e, al momento in cui scriviamo, la serie tv dal titolo… Gotico padano – così il longseller firmato Bietti ha avuto una seconda, una terza e, infine, una quarta edizione.